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RIASCOLTA LA CONFERENZA STAMPA DI OGGI A MONTECITORIO:
http://www.radioradicale.it/scheda/304472


CAMERA: NIRENSTEIN (PDL), MINACCE NON FERMERANNO COMITATO ANTISEMITISMO
STUDIARE COME FERMARE ODIO CONTRO ISRAELE CHE CORRE SUL WEB

Roma, 26 mag. (Adnkronos) - ''Le minacce? Le vedo come una vittoria, perche' significa che stiamo lavorando bene''. Fiamma Nirenstein, presidente del Comitato di indagine conoscitiva
sull'Antisemitismo, risponde cosi' alle minacce apparse su diversi siti internet contro di lei e i 29 membri del comitato. In una conferenza stampa alla Sala del Mappamondo, a Montecitorio, Nirenstein denuncia i ''gravi atti'' e spiega che ''sul web, in diversi siti, oltre a minacce 'esoteriche' alla mia persona, si attacca il lavoro della nostra commissione, e dunque il Parlamento. Questo e' inaccettabile''.
''Io -aggiunge la parlamentare Pdl- sono il bersaglio preferito delle loro invettive, perche' sono ebrea. Mi vedono come una sorta di capo della 'mafia ebraica', ma nel mirino ci sono anche altri
componenti del comitato. Per alcuni di questi ultimi, l'accusa rivolta e' di essere al soldo di Israele, altri vengono invece ritenuti agenti del Mossad. Quanto a me -denuncia- un sito arriva ad auspicare l'intervento di un 'kamikaze dell'anima' che possa salvare la mia anima. Questo, al di la' del linguaggio, a me pare un invito ad agire''.
''Ma continueramo a lavorare -assicura il presidente del comitato- non ci arrenderemo. Stiamo studiando a fondo come fermare l'odio antisemita che corre sul web e vedremo se le leggi che esistono possono essere ritoccate. Nel 1995 -ricorda- esistevano nel mondo 5  siti che incitavano all'odio contro Israele, oggi se ne contano piu' di 8.000. La risposta -rimarca Nirenstein- non puo' essere solo nazionale, perche' se grazie alla legge Mancino e' possibile in Italia oscurare un sito che incita all'odio razziale o religioso, e' anche vero che lo stesso sito puo' esere riaperto all'estero. E gia' ora qualcuno parla di riaprire siti nel 'libero Iran', aggirando i controlli''. [...]

Il Giornale, 25 maggio 2010

È uscito da poco un libro che spiace non sia stato ancora tradotto in italiano: si chiama "The Israeli Test" e l’autore, George Gilder, sofisticato economista che gode di fama internazionale, spiega che il mondo deve a Israele in termini di scienza dell’agricoltura, medicina, software, una prodigiosa, inverosimile quantità di gratitudine. Il mondo sarebbe molto peggiore senza l’aiuto di questo piccolo Paese impegnato nella sua quotidiana lotta di sopravvivenza. C’è chi lo capisce, ed ha così superato l’Israeli test. Ma molti di più invece, poiché ottusi dall’ideologia, non sono in grado di superare l’esame: è il caso delle Coop, il consorzio nazionale delle cooperative di consumatori, e della Conad che piamente hanno ieri piegato la fronte sotto le pressioni di un gruppo di Ong e associazioni varie che hanno chiesto loro di boicottare i prodotti israeliani agricoli importati dalla società Agrexco, perché lo 0,4% di questi prodotti, non contrassegnato col marchio dei lebbrosi come nei sogni delle Ong, potrebbe invece provenire dai Territori della Giudea e della Samaria. [...]


The gang of cooperatives that boycott Israel


Il Giornale, 25 May 2010

There is a recently published book, that I'm sorry has not yet been translated into Italian, entitled “The Israel Test” and the author, George Gilder, a distinguished economist who enjoys international fame, explains that the world owes Israel an unbelievable amount of gratitude in terms of science, agriculture, medicine and software. The world would be much worse without the help of this small country engaged in its daily struggle for survival. Some understand this, and have thus passed the Israel Test. That said, many others because of their obtuse ideology are not able to pass the test: this is the case of Coop – Italy's National Consortium of Consumer Cooperatives, and Conad* (Italian retail brands which operate two of the largest supermarket chains in Italy, ndr), who dutifully folded under pressure by a group of NGOs and other associations, named "Stop Agrexco", who have asked them to boycott Israeli products imported by the company Agrexco (Israel's foremost agricultural exporter, ndr), because 0.4% of these products are not marked with the seal of leprosy as in the dreams of NGOS, as they might come from the territories of Judea and Samaria. [...]

Il Giornale, 22 maggio 2010

Stavolta Israele ha proprio diritto di dire «mamma li turchi». Dieci vascelli turchi vogliono raggiungere la settimana prossima la costa di Gaza per portare quello che essi chiamano aiuto umanitario. In realtà, portano un gesto di solidarietà e legittimazione a Hamas, che domina Gaza con violenza integralista nei confronti della propria gente e di Israele, che ha giurato di distruggere. A Gaza chiamano il prossimo avvento della flottiglia «l’Intifada delle navi». La Turchia è l’unico Paese che assiste l’organizzazione delle navi. La prepara la IHH (Fondazione di Soccorso umanitario turco): il premier Recep Tayyp Erdogan ha incontrato gli organizzatori e ha reso pubblico il suo «sostegno per rompere l’assedio di Gaza». Sulle navi viaggeranno membri del governo turco, artisti, giornalisti: tutto quello che serve a rendere la spedizione intoccabile. [...]

Mediorientale
venerdì 21 maggio 2010 -  commenti

CONVERSAZIONE SETTIMANALE DI FIAMMA NIRENSTEIN CON IL DIRETTORE DI RADIO RADICALE MASSIMO BORDIN

RIASCOLTA LA PUNTATA DI QUESTA SETTIMANA:

Una regata di pace da Herzelya
giovedì 20 maggio 2010 -  commenti

Cari amici,
chiunque di voi abbia una qualsiasi barchetta o yacht o voglia aggregarsi a un altro equipaggio e si trovi dalle parti di Israele, si unisca perfavore sabato prossimo alla flottiglia di pace che esce da Herzelya con cartelli rivolti soprattutto a Erdogan, il premier turco, per chiedergli di fermare il viaggio per mare di una quantita di vascelli che, soprattutto dalla Turchia, vogliono raggiungere Gaza per "portare aiuto umanitario". E' una impresa totalmente antisraeliana: Gaza Ã¨ in difficoltà a causa della gestione crudele, autoritaria, iper-religiosa di Hamas. Questi movimenti umanitari internazionali sono movimenti politici di delegittimazione che di fatto intendono aiutare l'organizzazione terroristica di Hamas. Anche noi chiediamo a Erdogan di non coinvolgere Israele, aggredondolo con parole e azioni in ogni momento, nella sua gestione del potere in Turchia che diventa sempre più islamista.
Chi vuole unirsi alla regata di pace, che non arriverà a incontrarsi fisicamente con l'altra flotta, mandi un messaggio al dottor Guy Bechor, promotore dell'iniziativa, alla mail mashatgadol@gmail.com o sulla sua pagina facebook "Guy Bechor". O ci risponda e noi faremo giungere le adesioni e vi daremo ulteriori informazioni.

Il Giornale, 19 maggio 2010

Ok, sia che l’ordine provenisse dall’alto o che si sia dato troppo da fare uno di quei giovanotti che al confine di Israele stanno sempre spasmodicamente attenti a chi entra (magari questo era uno studente che aveva letto i libri del professore), sarebbe stato meglio che il professore del Mit (Massachusetts Institute of Technology) Noam Chomsky fosse andato a tenere la sua conferenza a Bir Zeit, Ramallah. Chi lo avesse ascoltato lo avrebbe pleonasticamente applaudito con frenesia quando avesse detto che Israele è uno stato di apartheid, una colonia americana, sostanzialmente nazista, e avrebbe battuto le mani ancora più forte quando avesse sostenuto che Hamas è un’organizzazione non solo legittima, ma anche indispensabile per la pace in Medio Oriente.
Chomsky lo dice, lo scrive, lo ripete senza sosta, e quindi impedirgli, domenica, di avviarsi attraverso Israele sulla strada per Ramallah (Netanyahu nega, per la cronaca, di averlo mai ordinato) gli ha solo consentito di ripetere al mondo che Israele è un Paese totalitario e razzista - anzi, stalinista - e di avere una grande eco in tutto il mondo. [...]

Domani, lunedì 17 marzo, alle 10:30 di mattina, sarò ospite della trasmissione "Meridiana" su RaiNews24.
Insieme a Stefano Gatti del Cdec, che abbiamo recentemente ascoltato sulla diffusione del fenomeno su internet in un'audizione nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'antisemitismo, affronteremo il tema dell'escalation di episodi antisemiti in Europa negli ultimi anni.

Potete seguire la diretta su internet a questo link: http://www.rainews24.it/it/canale-tv.php

Oppure su Sky, canale 506. Sul Digitale Terrestre: canale 42.

Il Giornale, 16 maggio 2010

Quand’è che l’implausibile comportamento dell’Onu renderà impraticabile la sua stessa esistenza nella forma attuale? È il caso di chiederselo di nuovo, a così pochi giorni dall’immissione dell’Iran nel Csw, la Commission for the Status of Women, ovvero il suo maggiore organismo per la condizione femminile, perché siamo di fronte a un altro evento incredibile, se non nella logica «onusiana». Infatti lo Hrc, il Consiglio per i diritti umani, ha felicemente accettato che ne siano parte a gestire i temi del diritto di ogni uomo alla libertà e alla giustizia la Libia, l’Angola, la Malesia, il Qatar, l’Uganda. Non sarebbe stato impossibile impedire l’ennesimo paradosso, se l’opposizione avesse avuto meno di 97 voti, ovvero anche un voto meno della maggioranza dei membri dell’Assemblea. Ma l’Organizzazione della Conferenza Islamica (Oic) ha il 70 per cento dei voti nei gruppi africano e asiatico e insieme ai Paesi non allineati che ancora esistono nonostante la supposta fine della Guerra Fredda raggiungono facili vittorie e in pratica determinano tutta la politica del Consiglio dei Diritti umani. [...]

Roma, 13 MAG (Il Velino) - "Poiche' parte dei parlamenti europei si sta muovendo cercando di affrontare la questione iraniana, ho presentato in questi giorni un'interrogazione al Ministero degli Affari Esteri per sapere qual e' la posizione del Governo italiano rispetto alla possibilita' di includere il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC) nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea". Lo dichiara in una nota Fiamma Nirenstein, deputata del Pdl e vicepresidente della commissione Esteri della Camera. "Si tratta di un tema di strettissima attualita': e' imminente infatti la riunione del Consiglio di Sicurezza in cui deve avere luogo la discussione sull'inasprimento delle sanzioni all'Iran per la sua attivita' nucleare". Le Guardie Rivoluzionarie, da cui dipendono le famigerate milizie Basiji, costituiscono il principale mezzo di repressione interna del regime iraniano, rappresentano il principale supporto dell'Iran al
terrorismo internazionale e promuovono la fornitura di armi a Hamas, Hezbollah e alle milizie anti-Occidentali attive in Iraq - prosegue la Nirenstein -. In Iran, l'influenza delle Guardie Rivoluzionarie e' radicata in ogni aspetto della vita politica, militare, economica e sociale del paese.
Proprio per il fatto che controllano una larga parte delle attivita' economiche ed in particolare il settore militare e quello dello sviluppo nucleare, dal 2007 gli Stati Uniti hanno inserito le Guardie Rivoluzionarie nella lista delle "organizzazioni con attivita' di proliferazione nucleare", insieme alle Forze Quds, un'unita' di e'lite dell'IRGC, incaricata delle operazioni extraterritoriali, vietando quindi ogni rapporto finanziario con questi gruppi o personalita' che ad essi si possano ricondurre.
L'Europa si e' ultimamente mobilitata nella stessa direzione: il parlamento olandese ha gia' approvato una mozione che impegna il Governo ad attivarsi in sede europea per inserire l'IRGC nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea. La stessa richiesta e' avanzata in una petizione sottoscritta da numerosi parlamentari di vari partiti provenienti da Germania, Spagna, Italia, Svezia, Francia, Olanda e Inghilterra - continua la deputata del Pdl.
Considerato il trascorso impegno del Governo italiano, che nel 2003, grazie all'attuale Ministro degli Esteri Frattini, si fece con successo promotore dell'inserimento di Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea, mi e' parso dunque giusto rivolgermi al Governo - tramite un'interrogazione che ho presentato insieme ai colleghi Giorgio La Malfa, Furio Colombo, Paolo Corsini, Renato Farina e Gennaro Malgieri - per chiedergli notizie sulla possibilita' di inserire nella suddetta lista anche il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane, la cui attivita' si annovera di certo tra le principali cause di destabilizzazione dell'area mediorientale".

TESTO DELL'INTERROGAZIONE:


Iranian Revolutionary Guards must be included in EU list of terrorist organizations

Statement by Hon. Fiamma Nirenstein (PDL), Vice-President of the Foreign Affairs Committee, Italian Parliament

"As some European parliamentary assemblies are trying to address the Iranian issue, I recently presented a parliamentary question to the Italian Ministry of Foreign Affairs in order to know the position of the Italian Government regarding the possibility of including the Iranian Revolutionary Guard Corps ( IRGC) in the EU list of terrorist organizations. This is turning into a crucial topic, considered the international community discussion regarding the reinforcement of sanctions on Iran for its nuclear activities.
The Revolutionary Guards, which the famous Basij militias are affiliated to, are the main tool of internal repression of the Iranian regime. They support international terrorism and encourage the provision of weapons to Hamas, Hezbollah and to the anti-Western militias active in Iraq.
In Iran, the influence of the Revolutionary Guards is rooted in all the aspects of the political, military, economic and social life of the Country. Because of their control over a large part of the economic activities, especially in the military and nuclear development sectors, in 2007 the U.S. designated the Revolutionary Guard Corps under Executive Order 13382, as “entity of proliferation concern”. At the same time, the Quds Forces, an IRGC special unit responsible for extraterritorial operations, have been included to the list of organizations that support terrorism (Executive Order 13224), with the aim of prohibiting any financial relationship with these groups or personalities that can be traced back to them.
Europe is recently active in the same direction: the Dutch Parliament has already approved a resolution that commits the Government to take action at European level to place the IRGC on the EU list of terrorist organizations. The same request has been forwarded in a petition signed by many MPs from various parties of Germany, Spain, Italy, Sweden, France, Netherlands and UK.
Considering the previous efforts made by the Italian Government, which in 2003, thanks to the current Foreign Minister Mr. Frattini, had successfully promoted the inclusion of Hamas in the EU list of terrorist organizations, it seemed right to me to turn to the Government - through a parliamentary question I submitted with the colleagues, both from majority and opposition parties, Giorgio La Malfa, Furio Colombo, Paolo Corsini, Renato Farina and Gennaro Malgieri - to ask about the possibility to include the Iranian Revolutionary Guard Corps, whose activity is a major cause of instability in the Middle East, in the EU terror list”.

Here the text of the question:

Quasi 4000 adesioni...
mercoledì 12 maggio 2010 -  commenti

Siamo giunti a quasi 4000 firme all'appello "Con Israele, con la ragione"! Grazie a quanti continuano a farlo circolare sulla rete, ai traduttori volontari e al contributo dei ragazzi del Benè Berith Giovani che in questi giorni si sono attivati con dei banchetti per strada per spiegare i contenuti dell'appello e raccogliere le firme (circa 500!).


FIRMA L'APPELLO "CON ISRAELE, CON LA RAGIONE"

CLICCA SU QUESTO LINK:
http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html

ENGLISH    ITALIAN    FRENCH    SPANISH    GERMAN

FIRMA L'APPELLO "CON ISRAELE, CON LA RAGIONE"

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http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html


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"Sono quasi 2500 le adesioni, tra cui quelle di numerosi personaggi di rilievo internazionale, all’appello in risposta a JCall, lanciato giovedì da Fiamma Nirenstein, giornalista e parlamentare, dal quotidiano Il Foglio, dal sito “Informazione Corretta” e da L’Occidentale. Tra le ultime firme celebri quelle di Vittorio Sgarbi, Raffaele La Capria e Oliviero Toscani, che vanno ad affiancare Paolo Mieli, Giuliano Ferrara, Alain Elkann, l’On. Enrico Pianetta, presidente dell’Associazione parlamentare di Amicizia Italia-Israele, Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica romana, Dore Gold, ex Ambasciatore di Israele all’Onu, il filosofo francese Shmuel Trigano, Norman Podhoretz , scrittore americano ed ex direttore di Commentary Magazine, l a studiosa americana Phyllis Chesler, il professor Giorgio Israel, i giornalisti Angelo Pezzana, Giancarlo Loquenzi, Giulio Meotti e Carlo Panella e numerosi parlamentari.
L’appello, diffuso anche in inglese, francese e spagnolo vuole essere una risposta a JCall, il gruppo di intellettuali francesi che lunedì scorso ha presentato al Parlamento Europeo un documento chiamato “Appello alla ragione”, in cui si oppone all’odierna politica israeliana.
“Con Israele, con la ragione” – così è intitolato il documento promosso da Nirenstein e gli altri - sostiene invece che il principale ostacolo al processo di pace sia il rifiuto arabo e palestinese di accettare lo Stato d'Israele come dato permanente nell'area mediorientale e che solo una rivoluzione culturale in tal senso potrà favorire un reale cambiamento. L'appello si ripropone inoltre di creare in Europa un movimento di sostegno alle ragioni di Israele come premessa basilare per un reale ed effettivo percorso di pace”.

ALCUNI ARTICOLI:

"Con Israele e per la ragione", di Dimitri Buffa, l'Opinione, 8 maggio 2010

"Israele divide gli ebrei d'Europa", di Antonio Carioti, Corriere della Sera, 7 maggio 2010

"Un nuovo manifesto per condividere le ragioni di Israele", di Angelo Pezzana, Libero, 7 maggio 2010

"Se Israele seguisse JCall a Gerusalemme pioverebbero razzi", Il Foglio, 6 maggio 2010

"Il JCall degli ebrei? Pressione indebita", di Anna Momigliano, Il Riformista, 5 maggio 2010

"Salviamo la ragione d'Israele - doppio appello italiano e francese contro la 'resa' chiesta da JCall", di Giulio Meotti, Il Foglio, 5 maggio 2010


Fiamma Nirenstein   Giuliano Ferrara          Paolo Mieli          Angelo Pezzana  Raffaele La Capria


    Ugo Volli         Giorgio Israel      Giulio Meotti          Carlo Panella        Daniele Scalise



    Magdi Allam         Riccardo Pacifici       Dore Gold         Vittorio Sgarbi      Oliviero Toscani    Alain Elkann



Efraim Inbar   Phyllis Chesler      Caroline Glick     Michael Ledeen      Norman Podhoretz 

Il Giornale, 8 maggio 2010

Avrebbe dovuto essere il momento critico in cui tutti gli occhi si sarebbero fissati sull’obiettivo di far cessare l’Iran dalla preparazione della bomba atomica, in cui l’Iran sarebbe stato affrontato in modo decisivo, e invece è stata una memorabile, paradossale settimana di successi per Ahmadinejad, invitato a New York in occasione della Conferenza per la revisione del trattato di non proliferazione nucleare dell’Onu (Npt). All’apertura in pompa magna già si è svolto uno stravagante testa a testa alla pari, che certo Ahmadinejad sognava, fra il presidente iraniano e Hillary Clinton. Il presidente iraniano sdottoreggiava minacciosamente sui gravi rischi che il mondo corre a causa degli Usa e di Israele, e ha sfidato di nuovo tutti sul nucleare: «Anche se le sanzioni non saranno benvenute, non le temiamo e la nazione iraniana non se ne lascerà fermare». Insomma, seguiterà con l’atomica. Perché non dovrebbe? Dagli eventi e dalle voci sulle possibili decisioni del Consiglio di Sicurezza, sembra che l’Iran potrà seguitare ad arricchire il suo uranio senza troppi impicci. [...]

SIGN THE PETITION AT THIS LINK: http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html


FRENCH    ITALIAN     SPANISH     ENGLISH


STEHE FÜR ISRAEL, STEHE FÜR DIE VERNUNFT 

Der Angriff auf Israel durch die JCall-Petition ist von einem kurzsichtigen Blick auf die Geschichte des arabisch-israelischen Konfliktes beseelt. In der Tat, den Unterzeichnenden dieses Aufrufs fehlt die klare Sicht auf die globale, physische und moralische Bedrohung,  welcher Israel derzeit ausgesetzt ist. Es ist wirklich unglaublich, dass intelligente und gebildete Menschen wie Alain Finkelkraut und Bernard-Henri Levy - anstatt sich mit dem Iran zu befassen, welcher schon bald die ganze Welt mit Atombomben  von grosser Reichweite bedrohen wird -  suggerieren,  Benjamin Netanyahu und Israel seien mit ihrer „kompromisslosen“ Haltung das wesentliche Hindernis für den Frieden und für eine Lösung des Konflikts. Die Intellektuellen, die das Manifest unterzeichnet haben, ignorieren mit ihrer Aktion die Geschichte und realisieren nicht, dass sie damit eine beispiellose Delegitimierung des Staates Israels unterstützen. [...]

ENGLISH    FRENCH    SPANISH     GERMAN

Cari amici,
nei giorni scorsi, un gruppo di intellettuali francesi ebrei ha promosso un appello (JCall - "Appello alla ragione"), che è sostanzialmente un invito a Israele ad arrendersi.
L'appello di JCall fa parte della grande ondata di delegittimazione dello Stato d'Israele e della sua politica.
Noi abbiamo risposto con la forza della vere ragioni, le ragioni di Israele, e vogliamo che il numero e la qualità dei nostri firmatari dimostrino che esiste un grande movimento d'opinione che difende Israele, in Europa e nel mondo.
Questo che segue è il nostro appello "Con Israele, con la ragione", che vi prego di firmare e di diffondere il più possibile tramite i vostri contatti (il testo è in italiano, inglese e francese), per raggiugere quanto prima il nostro obiettivo.


FIRMA L'APPELLO "CON ISRAELE, CON LA RAGIONE"

CLICCA SU QUESTO LINK:
http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html


Prime firme:

Fiamma Nirenstein (giornalista e deputato), Giuliano Ferrara (direttore de Il Foglio), Paolo Mieli (presidente Rcs Libri, ex direttore del Corriere della Sera), Angelo Pezzana (giornalista, informazionecorretta.com e Libero), Ugo Volli (semiologo, Università di Torino), Shmuel Trigano (professore, Universités à Paris X-Nanterre), Giorgio Israel (Università La Sapienza), Giulio Meotti (giornalista, Il Foglio), Raffaele La Capria (scrittore), Vittorio Sgarbi (critico d'arte), Oliviero Toscani (fotografo), Evgeny Kissin (pianist), Gianni Vernetti (deputato, ex Sottosegretario agli Esteri), Peppino Caldarola (giornalista), Alain Elkann (scrittore, consigliere Ministero Beni Culturali), Carlo Panella (giornalista, Il Foglio), Susanna Nirenstein (giornalista), Emanuele Ottolenghi (Senior Fellow, Foundation for the Defense of Democracies), Daniele Scalise (giornalista), Giancarlo Loquenzi (Direttore, l’Occidentale), Vito Kahlun (responsabile Politiche giovanili del Partito Repubblicano Italiano), Piero Craveri (storico), Dounia Ettaib (Presidente Associazione Donne Arabe d'Italia), Davood Karimi (presidente Associazione Rifugiati Politici Iraniani residenti in Italia), Edoardo Tabasso (professore, Università di Firenze), Leonardo Tirabassi (presidente Circolo dei Liberi Firenze, Fondazione Magna Carta), Angelo Moscati (Presidente Benè Berith Giovani Italia), Johanna Arbib (World Chairman Board of Trustees Keren Hayesod), Giacomo Kahn (Direttore mensile Shalom), Magdi Allam (parlamentare europeo), Luigi Compagna (senatore), Alessandra Farkas (corrispondente NY Corriere della Sera), Christian Rocca (giornalista Il Sole24Ore), David Cassuto (ex vicesindaco di Gerusalemme), Riccardo Pacifici (presidente Comunità Ebraica di Roma), Dimitri Buffa (giornalista), Anita Friedman (Associazione Appuntamento a Gerusalemme), Leone Paserman (presidente della fondazione Museo della Shoah di Roma), Francesco Nucara (deputato), Massimo Polledri (deputato), Enrico Pianetta (deputato, Presidente Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele), Alessandro Pagano (deputato), Renato Farina (deputato), Marco Zacchera (deputato), Gennaro Malgieri (deputato), Andrea Orsini (deputato), Lucio Malan (senatore), Emerenzio Barbieri (deputato), Giuseppe Calderisi (deputato), Carlo Jean (esperto strategie militari), Cecilia Nizza (Consigliere Comunità Ebraica Italiana, Gerusalemme), Dore Gold (President, Jerusalem Center for Public Affairs, former Ambassador of Israel to the UN), Norman Podhoretz (Writer, Editor-at-Large, Commentary Magazine), Farid Ghadry (presidente Reform party of Syria, in esilio), Bruce Bawer (scrittore), Michael Ledeen (Freedom Scholar, Foundation for Defense of Democracies), Barbara Ledeen (senior advisor, The Israel Project), Phyllis Chesler (Emerita Professor of Psychology and Women's Studies, City University of New York), Nina Rosenwald (Editor-in-Chief, www.hudson-ny.org), Harold Rhode (esperto di Medioriente, ex Pentagono) Caroline Glick (editorialista, Jerusalem Post), Rafael Bardaji (Foreign Policy director, FAES Foundation), Raffaele Sassun (Presidente Keren Kayemeth LeIsrael Italia), Max Singer (a founder and Senior Fellow, Hudson Institute), George and Annabelle Weidenfeld (President, Institute for Strategic Dialogue), Anna Borioni, (associazione Appuntamento a Gerusalemme), Efraim Inbar (Director, Begin-Sadat Center for Strategic Studies), Zvi Mazel (former Ambassador of Israel to Egypt and Sweden), George Jochnowitz (Professor emeritus of Linguistics, College of Staten Island)

                                                     "CON ISRAELE, CON LA RAGIONE"

L’aggressione a Israele dei firmatari del documento Jcall è ispirata da una visione miope della storia del conflitto arabo-israeliano, da una mancanza di percezione chiara del pericolo che Israele corre oggi di fronte a un grande attacco fisico e morale. E’ addirittura incredibile che personaggi intelligenti e colti come Alain Finkelkraut e Bernard-Henri Levy, invece di occuparsi dell’Iran che ben presto terrà tutto il mondo nel raggio della minaccia della sua bomba atomica, bamboleggino con l’idea che Benjamin Netanyahu sia il vero ostacolo alla pace, che l’impedimento essenziale per giungere a una risoluzione del conflitto sia un ipotetico, riprovevole atteggiamento israeliano. Sembra che gli intellettuali firmatari ignorino la realtà e inoltre che se ne infischino del contributo che il loro documento darà e sta già dando al movimento di delegittimazione senza precedenti che minaccia concretamente la vita di Israele. [Continua...]

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