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For the Truth for Israel
domenica 3 ottobre 2010 -  commenti
For the Truth for IsraelDear friends,
as you know, we are preparing a demostration at European level for this Thursday, the 7th of October, under the title "For the truth, for Israel". I'm sending you now some information about our work in case you are around and you want to partecipate, and also to let you know that working for the truth about Israel is possible.
A very small wonderful group of politicians, intellectuals, journalists, youngsters, have helped day after day to mobilize forces, fund-raising, printing and spreading leaflets and materials, calling to MPs and VIPs in Europe and of course mostly in Italy. Beyond the continuous presence of Sharon in my office and mine in the Parliament, we have an entire little group of press officers and Pr volunteering. The people that have worked with me have done it for free, out of love for Israel, and now we are anxiously fixing the last details, recall, translations etc.
A wonderful daily newspaper, Il Foglio, has collected with our help a series of article about the delegitimization of Israel and is printing them day after day with the logo and the date of our demonstration. We are surprised of the simpathy and the attention we collected in these days by MPs, Ministers, writers, journalists, citizens. The collection of names of people that want speak at what we called a "Rhetorical Marathon" - which means a series of 5 minutes speeches - is so long that we worry about the real possibility of giving the floor to everybody.
You will find hereby the invitation and the first article that has been printed on "Il Foglio" on the issue.
Hoping and working for the best, we promise to keep you updated. And if by chance you are in Rome on Thursday, come with us to say "enough of the double standard, enough of the delegitimization of Israel!".

Against the de-legitimization of Israel and Appeasement with Iran

Interview with Fiamma Nirenstein, by Giulio Meotti

Il Foglio daily
, September 25, 2010

A demonstration "For the truth, for Israel" as the United Nations increases the delegitimization of the Jewish State and new "humanitarian" shipments are ready to break the isolation of Hamas. A “rhetorical marathon” - a series of 5 minutes speeches - will be held on October 7 at the Temple of Hadrian (Tempio di Adriano) in Rome, starting at 18:00. MPs from all the political parties, intellectuals, journalists, artists, from Italy and other countries of Europe, including the editor of daily “Il Foglio” Giuliano Ferrara, Paolo Mieli, former editor of "Il Corriere della Sera", writer Roberto Saviano, Democratic Party leader Walter Veltroni, philosopher Shmuel Trigano, Farid Ghadry, President of the Syrian Reform Party and Gen. Yosef Kuperwasser, will attend it. Opening the event will be José María Aznar, former Spanish prime minister and president of "Friends of Israel". [...]
Contro ogni forma di intolleranza e di antisemitismo, scendiamo in piazza il 7 ottobre

Cari amici,
anche a seguito dei vostri numerosi interventi, vorrei raccontarvi che, appena arrivata alla Camera la notizia delle dichiarazioni del Senatore Giuseppe Ciarrapico giovedì scorso, mi sono alzata subito dopo Emanuele Fiano per prendere la parola, nonostante la Vicepresidente della Camera Rosy Bindi, che in quel momento dirigeva i lavori dell'Aula, continuasse a ribadire che Ã¨ proibito intervenire su affermazioni espresse nell'altro ramo del Parlamento. Tutto il gruppo del Pdl ha applaudito e tutti i gruppi parlamentari hanno seguito a ruota la mia dichiarazione (che potete riascoltare cliccando qui). Berlusconi a sua volta, nel momento delle repliche durante il dibattito in Senato, ha dichiarato il suo consueto e sincero attaccamento al mondo ebraico e a Israele.
Voglio quindi ribadire che le speculazioni sono assurde, come Ã¨ assurdo rimettere in discussione l'importanza del gesto di Gianfranco Fini, che, nel 2003, con la sua visita in Israele e a Yad Vashem, dobbiamo riconoscere che ricollocò la destra italiana, di cui io non faccio storicamente parte, nel percorso della democrazia.

A questo link trovate la mia intervista uscita ieri su Liberal "Parole vergognose, l'odio razziale avanza". Vi invito a leggerlo e scrivermi le vostre opinioni.

(http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=UBSD7)

E' anche per dire basta a ogni forma di antisemitismo, che oggi nuovamente imperversa in Europa, per vigilare contro l'intolleranza, che il 7 ottobre ci vediamo a Roma, al Tempio di Adriano a piazza di Pietra, per la manifestazione "Per la verità, per Israele". E' importante che partecipiate tutti.




Roma, 30 SET (Il Velino) - "Voglio esprimere tutta la mia disapprovazione per le dichiarazioni del Senatore Ciarrapico. Tutti noi dobbiamo opporci a qualsiasi forma di antisemitismo, e oggi in particolare, dal momento che questo fenomeno e' in ascesa esponenziale nel mondo, e in primis in Europa. E' intollerabile che nel nostro parlamento si possa presentare un atteggiamento di questo genere. Tutti, e penso che i deputati del mio gruppo condividano la mia posizione, condanniamo le affermazioni di Ciarrapico. La guerra contro l'antisemitismo e' una questione di civilta'. Per questo appoggio in pieno l'intervento del collega del PD Emanuele Fiano". E' quanto afferma in Aula Fiamma Nirenstein (Pdl), vicepresidente della Commissione Esteri della Camera.

PER LA VERITA', PER ISRAELE: IL 7 OTTOBRE IN PIAZZA A ROMA




























MANIFESTAZIONE

Giovedì 7 ottobre alle 18:30 al Tempio di Adriano, Piazza di Pietra, Roma

Perché non puoi mancare?

Perché
è indispensabile porre fine alla valanga di bugie che ogni giorno si rovescia su Israele.

Perché Israele è l'unico Paese che può essere sicuro di essere attaccato qualsiasi cosa faccia: sia che i suoi atleti partecipino a un torneo, sia che i suoi film concorrano a un festival internazionale, sia che difenda la sua gente da missili e attentati terroristici.

Perché a questa manifestazione giungeranno da tutta Europa politici, intellettuali, giovani che vogliono la verità su Israele.


Basta con il doppio standard:


l’Onu ha dedicato l'80% delle sue condanne soltanto a Israele, mentre dimentica l'Iran che impicca gli omosessuali e lapida le donne, il Darfur, dove si compie in silenzio una strage, la Cina che giustizia col colpo alla nuca.
VIENI per affermare che difendere il diritto di Israele a esistere è una garanzia per la libertà di tutti noi.

Hanno aderito all’iniziativa, fra gli altri: José Maria Aznar, Fiamma Nirenstein, i direttori dei quotidiani "Il Foglio" (Giuliano Ferrara), "Libero" (Maurizio Belpietro), "Il Tempo" (Mario Sechi), "Il Riformista" (Antonio Polito), "L'Occidentale" (Giancarlo Loquenzi); il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici; i cantanti Lucio Dalla, Massimo Ranieri, Chiara Iezzi e Raiz (ex "Almamegretta"); gli scrittori Roberto Saviano, Nicolai Lilin, Rosa Matteucci; ia regista Cristina Comencini; il produttore di eventi musicali David Zard; il produttore Riccardo Tozzi (Cattleya); la scienziata e senatrice a vita Rita Levi Montalcini; il professore e senatore Umberto Veronesi; i giornalisti Paolo Mieli, Toni Capuozzo, Peppino Caldarola, Alain Elkann, Carlo Panella, Ernesto Galli Della Loggia, Maria Latella; Pierluigi Battista, Barbara Palombelli; Giorgio Israel; Daniele Scalise; Anita Friedman; Yohanna Arbib; moltissimi parlamentari, tra cui Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Pianetta, Francesco Rutelli, Italo Bocchino, Gianni Vernetti, Benedetto Della Vedova, Giovanna Melandri, Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello, Margherita Boniver; Davood Karimi, presidente Associazione Rifugiati Politici Iraniani residenti in Italia; Dounia Ettaib, presidente dell'Associazione Donne Arabe d'Italia; Dore Gold, ex ambasciatore di Israele all'Onu; Bruce Bawer, scrittore; Amir Fakhravar, dissidente iraniano in esilio; Farid Ghadry, dissidente siriano in esilio; i parlamentari europei Hannu Takkula (Finlandia), Marco Scurria (Italia), Bastiaan Belder (Olanda), Corina Cretu (Romania), Pablo Arias (Spagna), Magdi Cristiano Allam (Italia) e molti altri ancora... [...]

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Contro la delegittimazione di Israele e l'appeasement sull'Iran

Parla Fiamma Nirenstein, promotrice di “Per la verità, per Israele”. "Gerusalemme è il dono morale del monoteismo"

Intervista al Foglio, 25 settembre 2010

Roma. Una manifestazione “Per la verità, per Israele”. Nel momento in cui all’Onu aumenta il tentativo di delegittimazione dello stato ebraico e nuove spedizioni “umanitarie” sono pronte a rompere l’isolamento di Hamas. La maratona oratoria si terrà il prossimo 7 ottobre presso il Tempio di Adriano a Roma, dalle 18:30. Hanno aderito politici, intellettuali e artisti, italiani e stranieri, fra cui il direttore del Foglio Giuliano Ferrara e Paolo Mieli, Roberto Saviano e Walter Veltroni, Shmuel Trigano e Farid Ghadry. Ad aprire la manifestazione sarà José Marìa Aznar, ex primo ministro spagnolo e presidente dell’associazione Friends of Israel.

Promotrice dell’iniziativa è la deputata del Pdl e giornalista Fiamma Nirenstein. “Vogliamo sollevare l’allarme più potente rispetto all’esistenza d’Israele, cioè la minaccia armata dell’Iran e dei suoi amici Hamas ed Hezbollah”, ci dice Nirenstein. “Lo sfondo fattuale alla delegittimazione d’Israele è la strategia dell’Iran. Ahmadinejad ha sottomesso l’Onu, così la più alta istanza mondiale è diventata una cassa di risonanza di vaneggiamenti pericolosi. Gli Stati Uniti hanno reagito con appeasement, aumentando l’eccitazione islamista. Gli armamenti di Hezbollah sono cresciuti a dismisura, Hamas può colpire Tel Aviv, Ahmadinejad può annunciare la fine d’Israele nelle sedi globali e noi gli stringiamo la mano. Qui stanno distruggendo pezzo dopo pezzo la struttura universalista e giusnaturalista uscita dalla Seconda guerra mondiale”.

Il Giornale, 24 settembre 2010

Per costare 20 miliardi di dollari l’anno, l’Onu è produttivo: riesce infatti a rappresentare veridicamente la pericolosa confusione in cui versa oggi la politica mondiale. A ogni Assemblea Generale, la cui maggioranza è costituita da Stati non democratici, gli Stati Uniti rappresentano sempre agli Stati membri i loro buoni sentimenti, e ieri una quantità enorme di buona volontà è stata disegnata nel discorso di Obama. Il presidente è apparso ispirato da grandi cause umane e civili in maniera un po’ esagerata e astratta: ha dedicato un terzo del suo tempo alla certezza che entro un anno si possa raggiungere la soluzione del conflitto medio orientale, non si capisce se per irresponsabilità dei suoi consiglieri o per un suo sogno di onnipotenza. Ha opinato “accountability” delle classi dirigenti, società civile al potere, diritti umani, condizione femminile, inizio dello sgombero dell’Afghanistan... E poi ancora; sconfiggeremo Al Qaida; mano tesa con l’Iran, mentre «abbiamo intrapreso una nuova politica mondiale e quindi nessuno si aspetti che gli Usa agiscano autonomamente, solo il rapporto multilaterale col mondo emergente disegnerà la nostra politica». [...]

Il Giornale, 18 settembre 2010

Il presunto piano per uccidere il Papa significa quello che si sospettava, ma che troppi cercavano di ignorare: l’islam radicale vuole colpire al cuore la nostra civiltà, puntando sui suoi emblemi. Gli arresti dei sei algerini arrivano dopo settimane di tensione e di segnali trascurati. L’islamismo violento parla attraverso fatti, più che con le parole: mirare al Papa vuol dire essere determinati a cancellare i pilastri dell’Occidente. Il pastore Terry Jones è un stolto che voleva bruciare il Corano. E dall’altra parte sono arrivati gli incidenti nel Kashmir con 15 morti e le chiese assaltate, e adesso ecco il progetto - almeno così sembra - di uccidere Ratzinger. L’islam più fondamentalista non vuole parlare, vuole solo comandare, colonizzando l’Europa, e gli Stati Uniti, vuole l’annientamento di Israele. È un’invasione potenziale e reale che sottovalutiamo troppo spesso. I posteri si ricorderebbero di noi non per la nostra tolleranza, ma per la nostra colpevole arrendevolezza. [...]

Il Giornale, 14 settembre 2010

Il nominalismo dell’attuale percezione internazionale di ciò che è buono e giusto è davvero formidabile. Sembra un diritto umano al Consiglio d’Europa l’uso del burqa, appare indispensabile ai liberal americani, compreso il presidente, costruire una moschea a Ground Zero, appare quasi irrinunciabile iscrivere all’islam moderato personaggi palesemente intenti a stabile il califfato universale, come Tarik Ramadan. Adesso è la volta di lodare il risultato del referendum turco, come destinato a condurre per mano in Europa il Paese di Kemal Atatürk, ed è infatti l’Ue la più dedita ad applaudire la vittoria. Peccato che si possa dire che il referendum appena conclusosi segna la fine del kemalismo, e dà il benvenuto istituzionale non a una Turchia più laica e democratica, ma all’erdoganismo avanzante. [...]

Turkey moves closer to Iran, not to Europe

The nominalism of the international perception of what is good and right is truly dreadful. The use of the burqa seems like a human right to the Council of Europe. It seems indispensable to American liberals, including President Obama, to build a mosque at Ground Zero. It appears almost essential to include among the figures of moderate Islam a man like Tarik Ramadan, who is clearly intent on building a universal caliphate. Now the time has come to praise the results of the Turkish referendum as destined to guide in Europe by hand the country of Kemal Atatürk, and it is the EU, in fact, which is totally committed to applaud this victory. Too bad though, that you can say the recent Turkish referendum that just concluded marks the end of Kemalism and welcome institutionally not a more secular and democratic Turkey, but the advanced Edoganism. [...]

Panorama, 10 settembre 2010

Verità storiche distorte. Gli ebrei ritratti come conquistatori violenti. Dov'è il messaggio di pace sbandierato?

Il film di Julian Schnabel e di Rula Jebreal, Miral, è così scontato da non emettere alcun suono. Parecchie volte capita di notare quanto danno faccia l’ideologia estrema alla cultura e al gusto: è accaduto col nazismo, col fascismo, col comunismo e accade anche col palestinismo, notevole componente della confusione contemporanea. Anche importanti artisti come Schnabel possono venirne offuscati, è già accaduto. Quando Yasser Arafat si recò in visita a Saigon dal generale Giap, gli chiese come i vietnamiti fossero riusciti a trasformare un conflitto remoto e locale in una grande questione internazionale. Giap gli suggerì di dedicarsi alla conquista delle élite, e Arafat riscrisse la vicenda dei palestinesi facendone i grandi oppressi dell’imperialismo, dei guerrafondai, le vittime degli americani, degli israeliani, della lobby ebraica. Il terzomondismo era in gran crescita in quegli anni. Quel castello di bugie ha giganteggiato fino a  consentire ai palestinesi di rifiutare qualsiasi proposta di pace incolpandone gli israeliani. La dedica finale del film a chi non rinuncia alla pace è senza contenuto. Il film Miral rinfocola una cultura vittimista e corriva che non può che produrre guerra. [...]
Shanà Tovà - Buon 5771!
mercoledì 8 settembre 2010 -  commenti
Shanà Tovà - Buon 5771!


























I miei migliori migliori auguri di salute e felicità per questo 5771!

My best wishes for a happy and healthy 5771!

Shanà Tovà - Happy Jewish New Year





Il Giornale, 4 settembre 2010

Di fronte alla parola pace anche noi cercheremo di essere speranzosi, positivi. Di fatto, ce ne sono alcune ragioni: la determinazione dell’amministrazione Obama ad ottenere un risultato; l’evidente passaggio di Netanyahu dal ruolo del politico a quello dello statista che con sguardo ampio sul Medio Oriente agisce anche in base al pericolo iraniano; e per Abu Mazen l’idea che la debolezza interna causata da Hamas possa essere curata solo dall’enorme supporto internazionale che la partecipazione al processo di pace gli può fornire. [...]

Cari amici,
stiamo raccogliendo le adesioni delle parlamentari italiane a questa lettera, che invieremo alla Commissione dell'Onu per la Condizione Femminile, dove l'Iran, nel maggio scorso, ha ottenuto un seggio per acclamazione:

All’attenzione della Commissione delle Nazioni Unite per la Condizione Femminile

E per conoscenza:
all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Sig.ra Navanethem Pillay


URGENTE: FERMARE LA LAPIDAZIONE DI SAKINEH MOHAMMADI ASHTIANI

Le parlamentari della Camera e del Senato della Repubblica Italiana, a nome del popolo italiano, chiedono solennemente alla Commissione Onu per la Condizione Femminile di farsi interprete di fronte alle autorità iraniane della nostra decisa richiesta di cancellare ufficialmente la condanna alla lapidazione di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, cittadina iraniana accusata di adulterio, nonché di liberarla dal carcere. Sakineh da quattro anni è detenuta nel carcere di Tabriz, dove sono recluse altre donne in attesa della medesima pena, tra loro anche minorenni. Chiedere oggi la liberazione di Sakineh significa intercedere per ogni donna che rischia di subire la stessa ingiusta e disumana sorte in base a una legge che riteniamo barbarica.
Ricordiamo che nel maggio scorso l'Iran è stato ammesso a far parte della Commissione dell'Onu per la Condizione Femminile e chiediamo quindi che, alla luce di quanto sta succedendo e succede da anni in quel Paese, tale decisione venga rivista. [...]

Il Giornale, 31 agosto 2010

I giornali iraniani danno della «prostituta» alla signora Sarkozy. La sua colpa: essersi schierata contro la lapidazione di Sakineh.

In altri tempi sarebbe stata una dichiarazione di guerra: non si è mai dato di prostituta alla moglie di un re, di un primo ministro o un presidente di un Paese straniero, e nemmeno all’anima gemella di un qualsiasi uomo di onore senza che, nella storia e nella letteratura, questo creasse reazioni di sdegno popolare, diplomatico, ritiro di ambasciatori, duelli, cazzotti…
Invece Carla Bruni, per aver difeso la vita di Sakineh Mohammadi Ashtian, la donna iraniana condannata alla lapidazione, dicendo che «la Francia non abbandonerà la signora Mohammadi Ashtiani madre di famiglia di 43 anni» si è vista trattare da «prostituta» prima da un giornale conservatore di Teheran, Kayhan, poi da un sito internet vicino al governo, e infine dalla televisione iraniana, senza nessuna reazione significativa, né diplomatica, né personale. [...]

Il Giornale, 22 agosto 2010


I negoziati inizieranno il 2 settembre, ma la storia insegna che in passato i ritiri territoriali non hanno portato sicurezza
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Ok, che inizino dunque il 2 settembre i negoziati fra israeliani e palestinesi che Obama e Hillary Clinton hanno annunciato: non si può che essere contenti di questa nuova speranza di accordo che secondo la Clinton dovrebbe essere raggiunto in un anno. Netanyahu e Abu Mazen non possono che preparare le valigie per Washington, verso questa nuovo photo-opportunity; il premier israeliano dovrà intanto accettare di bloccare di nuovo le costruzioni sia negli insediamenti sia a Gerusalemme; Abu Mazen dovrà accettare di pessimo umore un invito in cui non crede. Anche perché sa che un milione e mezzo di palestinesi non risponde al suo governo né al potere di Fatah. Pieni di paura o di fanatismo, sono i sudditi di Hamas a Gaza, e Hamas ha già dichiarato guerra ai nuovi colloqui. I palestinesi rispondono a due poteri, e fingere che Abu Mazen possa disporre di tutti quanti, ignora il nuovo ordine stabilito in medio oriente da una presenza iraniana che foraggia, esercita, arma l’organizzazione terroristica che domina Gaza proprio per lo scopo opposto di quello di Obama: fare la guerra, non la pace.

Iran, Nirenstein: lapidazione per adulterio e tutela delle donne all'Onu incompatibili

Dichiarazione dell'On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera

19 agosto 2010 - Aderisco all'appello lanciato oggi dalle pagine del Corriere della Sera dal filosofo Bernard Henry Levi per salvare la vita a Sakineh Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte per adulterio.
Solo nel 2010, in Iran sono state eseguite già 160 condanne a morte. Nella prigione di Tabriz, la stessa dove è reclusa da ormai quattro anni Sakineh, si trovano altre donne in attesa della medesima condanna, e tra loro anche minorenni. Sakineh Ashtiani, come denuncia il suo avvocato, dopo aver subito la pena della fustigazione davanti a uno dei suoi figli, è stata costretta a una confessione pubblica anche in concorso in omicidio, per poter accelerare l'iter dell'esecuzione capitale, che potrebbe avvenire anche tra pochi giorni.
Alla luce di tutto cio' e' ancora piu' paradossale pensare che da maggio l'Iran, dopo aver fallito nell'ottenere un seggio nel Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu, è stato eletto membro della Commissione per lo Status delle Donne.
C'è da chiedersi fino a quando il mondo sopportera' le incredibili violazioni di diritti umani commesse quotidianamente dall'Iran e la sua aggressività, considerato anche che prosegue con velocità sempre piu' accettata la costruzione della bomba atomica.

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