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Dichiarazione dell’On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera

“La strage perpetrata ieri dalle forze di sicurezza di Assad, uccidendo oltre 130 persone che si aggiungono alle altre circa 2000 vittime dall'inizio delle rivolte, conferma l'insopportabile volontà di repressione del regime siriano. E' paradossale e beffardo che questa ultima strage abbia avuto luogo a Hama, la città in cui nel 1982 il padre di Bashar Assad, Hafez, massacrò oltre 20,000 persone. Bene ha fatto il Ministro Frattini a reagire richiedendo una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Sulla scia dell'Italia si è mobilitata anche la Germania e il capo della diplomazia UE, Catherine Ashton, auspicando una posizione comune europea, che sembra delinearsi sulla strada della condanna del regime siriano. Condanna fortemente voluta anche dal parlamento italiano che mercoledì scorso ha approvato all’unanimità una mozione, di cui sono prima firmataria, che impegna fra l'altro il nostro governo ad agire in sede ONU affinché il Consiglio di Sicurezza si pronunci sulla crisi e prenda finalmente una posizione netta in difesa della popolazione siriana”.

Roma, 1 agosto 2011 

Inizia oggi la nuova rubrica di Fiamma Nirenstein su Il Giornale: "Fuoco e Fiamma"

Il Giornale
, 31 luglio 2011

La Turchia dardeggia il suo terribile broncio: adesso, dopo Israele, c’è un altro Paese, l’Armenia che deve, e subito, porgere le sue scuse a Tayyip Erdogan, il primo ministro del Paese che dal più laico dei paesi islamici sta diventando il più intensamente islamico dei paesi laici. Non lo distrae dal cipiglio il fatto che tutti i suoi generali, compreso il capo di Stato Maggiore Isik Kosaner, si siano appena dimessi per protestare contro l’incredibile, lunga detenzione di 250 alti gradi militari per un supposto complotto contro il potere dell’AK, il partito di Erdogan al potere dal 2003. Erdogan annuncia tranquillo che il consiglio militare supremo si incontrerà lunedì per conferire nuovi incarichi militari. E’ dubbio che rappresenteranno la solita buona vecchia garanzia democratica [...]

Turkey keeps on threating, but lacks of generals

Il Giornale, July 31, 2011
 
Turkey is again very angry: after Israel, there is now another State, Armenia, which must apologize immediately to Tayyip Erdogan, the Prime Minister of the Country which used to be the most secular among the Islamic States, and turned to be the most Islamic of secular Countries. 
[...]

By BENJAMIN WEINTHAL, JERUSALEM POST, 29 July, 2011, pag. 8

Resolution cites Assad payments to protesters to storm Israel’s border; "Only policy of sanction, condemnation" can halt human rights violation.

BERLIN – Lawmakers in Italy’s Chamber of Deputies unanimously passed a resolution on Wednesday calling for the international community to ratchet up its pressure on Syrian President Bashar Assad to end his government’s repression of democracy activists, as well as Iran’s and Hezbollah’s influence in Syria.

Fiamma Nirenstein, vice president of the chamber’s Foreign Affairs Committee, in an interview to The Jerusalem Post on Thursday, described the resolution as a trailblazing document and an “in depth examination of how Syria is one of the worst dangers in the Middle East.” [...]
Dichiarazione dell’On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera

"Sono molto soddisfatta per l'approvazione unanime della mozione bipartisan, che ho presentato come prima firmataria, sulla repressione in corso in Siria, discussa oggi dall'Aula di Montecitorio. Questa mozione rappresenta anche il compimento dell’impegno preso insieme a numerosi colleghi parlamentari con Farid Ghadry, dissidente siriano, presidente del Reform Party of Syria, che avevamo ospitato a Montecitorio il mese scorso. [...]

Italian Parliament passes unanimously a resolution on the Syrian crisis

Statement by Fiamma Nirenstein, Vice-president of the Committee on Foreign Affairs of the Italian Parliament

“I express my greatest satisfaction for the unanimous approval, today in the Chamber of Deputies, of a bipartisan resolution on the ongoing crackdown in Syria, which I presented as first signatory. This resolution represent also the fulfilling of the commitment we took upon, with many colleagues, with Farid Ghadry, leader of the Reform Party of Syria, we hosted in the Parliament last month. [...]


Il Giornale, 26 luglio 2011

Solo in Italia, Paese in cui tutto diventa un tentativo di dimostrare che c’è nei dintorni qualcuno da disprezzare e mettere all’indice, qualcuno a cui sei superiore, un opportunista strumentalizzatore, un pecione, un cretino, un essere moralmente inferiore, la tragica vicenda di Oslo è diventata terreno di insulti e di colpe. Io sono fra quei giornalisti, come quasi tutti quelli che hanno chiuso in orario normale, intorno alle nove, che, occupandosi da lunghi anni di terrorismo (fra i tanti, un mio pezzo fu usato il 12 settembre del 2001 dal Wall Street Journal per spiegare che cosa è, in essenza, un terrorista), aveva stavolta potuto approfondire quasi solo la parte relativa all’autobomba di Oslo; e poco ancora sapeva dell’isola, della micidiale vicenda dei ragazzi uccisi, che ha poi molto chiarito il contesto. [...]

Dichiarazione dell'On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera

“La decisione dell'Italia di non prendere parte a Durban 3, ovvero alle celebrazioni del decennale dalla conferenza di Durban, che si terranno a New York in concomitanza con l'apertura dei lavori dell'Assemblea Generale dell'ONU il 22 settembre, mi riempie di soddisfazione. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nell'annunciare i motivi del ritiro italiano, ha chiarito che la piattaforma di Durban si è trasformata da foro di dibattito e coordinamento dell'azione internazionale contro il razzismo, in una tribuna di accusa contro Israele. [...]

Europe must go after Italy and pull out of Durban 3

Statement by Fiamma Nirenstein, Vice-president of the Committee on Foreign Affairs, Italian Chamber of Deputies

I’m very pleased by the Italian government decision to pull out of “Durban III”, the September 22nd UN initiative commemorating the 10th anniversary of the first Durban conference. Explaining the reasons for our withdrawal, the Italian Foreign Minister, Franco Frattini, pointed out that “the Durban Process has been transformed from a forum of debate and coordination of international action against racism, into a tribunal for accusations against Israel”. The paradox indeed is that Durban was promoting racism, particularly against Israel, rather than fighting it. [...]
Oslo in guerra?
sabato 23 luglio 2011 -  commenti
Il Giornale, 23 luglio 2011

Molte piste, ma non tutte, portano ad un attacco da parte del terrorismo di stampo islamico. Nelle prossime ore si dovrà verificare con attenzione quello che per ora è un fondato sospetto. Ma se così fosse, non ha nessuna importanza se sia stato a causa delle vignette su Maometto riprese anche in Norvegia nel 2006 dal giornale danese che primo le pubblicò o a causa della presenza di un piccolo contingente in Afghanistan e uno ancora minore in Libia, che peraltro se ne andrà il primo agosto; oppure perché Al Qaida si è offesa per gli arresti domiciliari del mullah Krekar, sospettato di connivenza con Al Qaida... Non importa quali di queste ragioni venga addotta d alla prima rivendicazione di Ansar al Jihad al Alami per le decine di ragazzi morti al convegno sull’isola di Utoya o per l’orrida distruzione e le sette vittime nel centro di Oslo. [...]
Il Giornale, 21 luglio 2011

Quando un leader ha come scopo di rafforzare il suo potere e di sfuggire a qualsiasi resa dei conti, cosa fa? Mette in piedi un conflitto esterno con relativa teoria della cospirazione, fa polverone e crea rumore di spari, sparge sangue e chiama alle armi.. insomma fa una guerra. Questa è la situazione mediorientale oggi, specialmente dopo le rivoluzioni che abbiamo benevolmente chiamato “primavera araba”. Chi le ha fatte, chi le sta facendo, chi le teme... ovunque tuttavia l’incertezza del futuro solleva un clangore di spade, o meglio un ergersi di missili, e naturalmente il nemico evocato per il proprio comodo è Israele con l’intero contorno americano e occidentale, se è vero che oggi il presidente degli Stati Uniti Obama risulta nel mondo musulmano ancora meno amato di George Bush. Per esempio, secondo un’indagine del centro arabo-americano otto arabi su dieci hanno un parere negativo del ruolo internazionale degli USA, e solo cinque egiziani su cento vedono l’America positivamente, contro i trenta del 2009. [...]

When war is convenient for Arab leaders in troubles

When a leader aims to consolidate his power and to get away with accountability, what does he do? He stirs up a conflict along with the usual conspiracy theory, then he causes clashes, spreads blood, and calls to arms. In short, he goes off to war. This is the current situation in the Middle East, in particular after the revolutions that were kindly called "Arab Spring". This warfare scenario calls for war against the usual enemies: Israel, the Western world, and America in particular. Indeed, Obama seems to be less popular than George W. Bush in the Arab world: as a survey of the Arab-American Center shows, 8 Arabs on 10 negatively consider the international role of the USA, and only 5 Egyptians on 100 positively consider America, when in 2009, 30 on 100 did. [...]
MEDIORIENTALE
martedì 19 luglio 2011 -  commenti
RIASCOLTA LA CONVERSAZIONE CON MASSIMO BORDIN SULL'ATTUALITA' DAL MEDIORIENTE (ore 11:36):


Sintesi degli argomenti


Israele e la sua società stanno vivendo un momento molto convulsivo contro la speculazione sui consumi (vicenda esemplare il caso del formaggio cottage). La fiducia che le cose possano cambiare dal basso è un gran segno di spirito democratico [...]

Il Giornale, 16 luglio 2011

Attenzione, niente scherzi, ci dovrà essere un mediatore unico sulla vicenda della Libia e niente Gheddafi né membri della sua famiglia nel mezzo. Questo è stato il messaggio che il ministro degli esteri italiano Franco Frattini al vertice del Gruppo di Contatto Internazionale aperto ieri a Istanbul dal ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu. E’ stato un incontro importante, perché crea un compatto schieramento internazionale che punta su una soluzione politica nonostante la determinazione a seguitare a bombardare anche durante il Ramadan e le promesse degli inglesi di aggiungere quattro Tornado alle loro forze aeree in guerra: infatti la signora Clinton ha dichiarato che gli Stati Uniti riconoscono il Consiglio Nazionale di Transizione come "l’interlocutore più legittimo del popolo libico", ovvero lo strumento che da maggiori garanzie a tutte le componenti della rivolta. [...]

Il Giornale, 9 luglio 2011

Quattrocentomila persone in piazza in una città di 700mila abitanti, Hama, in Siria, sono davvero tanti. Un milione in piazza Tahrir, al Cairo, 5 mesi dopo la cacciata di Mubarak, sono un’esagerazione. La temperatura è altissima nel mondo arabo e ci dice che forse le diagnosi e le medicine non erano le più azzeccate. È chiaro che ciò che hanno ottenuto gli egiziani è lontano dal costruire fiducia in quel governo militare che a parte Mubarak e alcuni suoi stretti collaboratori non ha saputo mettere in moto non dico una democrazia, ma nemmeno i processi che dessero ragione, famiglia per famiglia, degli 845 morti nelle dimostrazioni della «primavera». [...]
Il nemico in casa
giovedì 7 luglio 2011 -  commenti
Shalom, luglio 2011

Per il tribunale internazionale dell’ONU, Hezbollah è responsabile dell’omicidio del presidente libanese Rafik Hariri. Ma Hassan Nasrallah non si farà processare e annuncia una nuova stagione di sangue e di violenza che spaccherà il Paese dei cedri.

Fu una strage immensa, lo scoppio si udì per chilometri, Beirut ne fu investita come da una lingua di fuoco che giunse per ogni dove. Era il 14 febbraio del 2005: il presidente Rafik Hariri, uno dei più popolari politici sunniti libanesi fu ridotto in frammenti insieme ad altre ventidue persone, guardie del corpo e passanti [...]
MEDIORIENTALE
mercoledì 6 luglio 2011 -  commenti
RIASCOLTA LA CONVERSAZIONE CON MASSIMO BORDIN SULL'ATTUALITA' DAL MEDIORIENTE:





Sintesi degli argomenti: 

L’asse Hezbollah – Siria – Iran è stato messo in discussione dall’accusa del Tribunale Internazionale di quattro uomini di Hezbollah per l’assassinio di Rafiq Harir, il primo ministro sunnita ucciso nel 2005 in un attentato dinamitardo nel centro di Beirut, che uccise oltre a lui altre 21 persone. [...]

Fiamma Nirenstein eletta presidente del Consiglio Internazionale dei Parlamentari Ebrei

Cari amici, ancora molto lavoro ci aspetta... Ieri a Gerusalemme sono stata eletta all’unanimità presidente dell'International Council of Jewish Parliamentarians, una grande organizzazione che raccoglie parlamentari ebrei di tutto il mondo e di tutti gli schieramenti politici.

Vi terrò informati presto sulle risoluzioni approvate altermine di tre intense giornate di congresso che ci impegnano a un lavoro duro e diretto per difendere la democrazia, i diritti umani e quindi Israele. Penso che la prima tappa del lavoro sarà una presa di posizione comune per chiedere ai Governi di impegnarsi a riportare al più presto Israeliani e Palestinesi al tavolo delle trattative per colloqui diretti, opponendosi inoltre alla risoluzione per il riconoscimento unilaterale di uno Stato palestinese, che sarà votata dall'Assemblea Generale ONU a settembre.

Le sfide sono tante, basta pensare in queste ore alla flottiglia dell'odio che minaccia di muovere dalla Grecia verso Gaza. E' sempre il momento dell'attenzione e del confronto per la democrazia, per Israele, e noi continuiamo a lavorare su questa strada. [...]


Italian lawmaker Fiamma Nirenstein new chair of International Council of Jewish Parliamentarians

JERUSALEM, 29 JUNE 2011 - At a meeting in Jerusalem today, the International Council of Jewish Parliamentarians (ICJP) unanimously elected Fiamma Nirenstein, the member of the Italian Chamber of Deputies, as its new chairman. Nirenstein, 65, succeeds US Congressman Gary Ackerman. The ICJP is sponsored by the World Jewish Congress (WJC). Its newly elected Steering Committee is made up of Jewish lawmakers from all continents. [...]


http://www.icjp.net/

ENGLISH FOLLOWS

BERLUSCONI: CON NIRENSTEIN PER RITORNO AL DIALOGO ISRAELO-PALESTINESE
(ASCA) - Roma, 30 giu - ''A nome mio personale e del governo, mi congratulo con l'on. Fiamma Nirenstein per la nomina a Presidente dei parlamentari ebrei ditutto il mondo, decisa con il voto unanime dell'International Council of Jewish Parlamentarians''. Lo afferma Silvio Berlusconi in una nota, sottolineando che''questo incarico prestigioso e autorevole e' il coronamento dell'impegno culturale e della passione politica che l'on. Nirenstein, deputata del Pdl e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, ha sempre manifestato inItalia e all'estero in difesa di quei valori di liberta', democrazia e pace che accomunano Italia e Israele. Una battaglia che ci vede schierati dalla stessa parte anche nell'impegno per il ritorno al dialogo come unica via per risolvere il conflitto tra Israele e Palestinese, e contro le dittature e il terrorismo fondamentalista che ostacolano la rivoluzione democratica nei Paesi del MedioOriente e nell'Africa Mediterranea.
Auguro all'on. Nirenstein -conclude il presidente del Consiglio- di conseguirenello svolgimento del suo mandato quei successi e quei risultati concreti per i quali si è sempre battuta con coraggio, tenacia, grande spirito di servizio efiducia nella libertà".


BERLUSCONI: WITH NIRENSTEIN TO RETURN TOISRAELI-PALESTINIAN DIALOGUE
Statement by Silvio Berlusconi, PrimeMinister of Italy

June 30, 2011

(ASCA)- Rome, 30 June: “I would like to congratulate, on behalf of myself and theGovernment, the Honourable Fiamma Nireinstein on her electionas President of Jewish MPs around the world, decided with a unanimous vote by theInternational Council of Jewish Parliamentarians” [...]
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