Lunedì 6 maggio alle ore 16.00 presso il Tempio Adriano (Piazza di Pietra), in occasione del suo decennale, la Fondazione Magna Carta celebra l'edizione 2013 della Lettura annuale alla presenza di S.E. Rev.ma il Cardinale Camillo Ruini, che interverrà con una lectio magistralis dal titolo: “Quale ruolo della fede in Dio nello spazio pubblico?”. Introduce l’intervento il Presidente d’onore della Fondazione Magna Carta, il Ministro per le Riforme Istituzionali Gaetano Quagliariello.
A seguire la cerimonia di celebrazione del decennale della Fondazione, con la consegna delle targhe di riconoscimento alle dieci autorevoli personalità selezionate che hanno sostenuto e collaborato con Magna Carta nel corso degli anni: S.E. Rev.ma il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale Emerito di Sua Santità per la Città di Roma, Fedele Confalonieri, Presidente di Mediaset, Raimondo Cubeddu, Professore Ordinario di Filosofia Politica all’Università di Pisa, Edoardo Garrone, Presidente di ERG, Giancarlo Loquenzi, conduttore di Zapping 2.0 su Rai Radio 1 e già direttore de L’Occidentale, Gianmarco Moratti, Presidente di Securfin Holdings, S. E. Rev.ma Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e membro della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede, l'Annuncio e la Catechesi, Fiamma Nirenstein, giornalista e scrittrice già parlamentare del Popolo della Libertà , Danielle Pletka, Vice Presidente per gli Affari internazionali di American Enterprise Institute, Giuseppe de Vergottini, Professore Emerito di Diritto Costituzionale all’Università di Bologna.
Colpito presso Damasco un depossito controllato da Hezbollah. Netanyahu sceglie il blitz preventivo per evitare attacchi "sporchi"
Obama può scegliere tutte le linee di prudenza che crede quando si parla di Siria,ma il rischio è che il terreno frani mentre lo tasta. E un anonimo ufficiale Israeliano adesso conferma, anche se poi, in stile consueto, segue la smentita di Amos Gilad, un importante consigliere per la Sicurezza israeliana: sembra del tutto realistico, un convoglio che portava un carico d’armi, e chissà di quale pericolosità dal momento che Assad dispone di un vasto arsenale di armi chimiche, a Hezbollah, è stato bombardato dallo Stato Ebraico. La CNN aveva riportato ieri mattina che giovedì o venerdì l’esercito israeliano aveva attaccato una struttura siriana segreta per le armi chimiche, che questa informazione proveniva dalle forze di opposizione, e che probabilmente gli attacchi erano stati lanciati dallo spazio aereo libanese. Ora Israele la mette giù più lieve, facendo filtrare che nessuna struttura siriana sarebbe stata prese di mira, ma concede che siano stati bombardati pericolosi rifornimenti per gli Hezbollah. Ma da dove provenivano gli aerei?[...]
Mi aspetto che il supremo leader iraniano Ali Khamenei troverà estimatori anche del discorso per l’anniversario di Fatima figlia del Profeta, dato che i diritti umani sono ormai un’opinione. Riporta l’agenzia iraniana Fars News che Khamenei ha detto che l’Occidente è destinato ben presto a collassare “a causa delle sue demoniache regole sessuali”. Ovvero: le donne da noi soffrono di “sfruttamento e uso come oggetti”, peccati “le cui conseguenze sono irreparabili”. Per esempio, “lo sfruttamento mina la famiglia e aumenta il traffico delle donne e le nascite illegittime”; il mondo “è diviso in due parti gli uomini sono i beneficiari del sistema,le donne sono sfruttate e usate dai maschi”; così le donne “in Europa e negli USA fronteggiano quotidianamente la violazione dei loro diritti umani”.[...]
questa sera alle 20:50 e alle ore 23:00, su Iris, il canale digitale Mediaset, saranno trasmessi We Were Soldiers e I figli della guerra, due film che introdurrò e commenterò.
C'è "l'ora di kalashnikov e alla tv dei piccoli video in cui si parla di "uccidere cani ebrei"
Si comincia molto molto presto. Prima ancora di nascere, se è vero, come è vero, che ci sono una quantità di creature che nascono da famiglie del grande mondo islamico che si trovano a chiamarsi Guerriero, Conquistatore, Guerra Santa, Spada… Squadra dell’Islam (Saif al Islam), come si chiamava il figlio di Gheddafi, e Spada della Legge (Saif al Din), o anche Saif Allah, Spada di Dio. Fathullah vuol dire per esempio “Conquista nel nome di Dio”, e la sua variante turca (tutto ciò lo riassume preoccupato lo studioso americano Harold Rhode) è Fethullah, insieme a tanti altri nome che vengono dalla radice Fathi, o Fatih, che significa conquista, appunto. Ci sono anche tanti ragazzini che invece vengono chiamati Jamil, (bello) o Latif (amichevole) o Wasim (grazioso) o Karim o Jawad (Generoso). Dunque, guai a fare di tutte l’erbe un fascio, ma certo da noi i figli si chiamano Speranza, Beniamino, o con i nomi di santi ispiratori di buoni sentimenti, come i quattro evangelisti e o San Francesco. C’è una ragione? Certo, c’è un epica, un modo di essere, un pensiero, e resterebbe inattaccabile folclore e tradizione se si trattasse di guerre dei pupi, e non di guerra vera.[...]
Pyongyang e Iran denunciano il Canada all'Onu per i diritti umani. Ridicolo? Eppure in Occidente c'è chi la pensa così
Non è tanto strano, per quanto possa sembrarlo, che il regime nel Nord Corea, che ha appena svolto il suo terzo esperimento nucleare minacciando vicini e Stati Uniti, che affama e rinchiude nei campi la sua gente cui è proibito quasi tutto, abbia attaccato all’ONU il Canada accusandolo di violare i diritti umani. In coro, come usa all’ONU, tutti gli altri Stati delinquenti si son fatti sotto, e dagli al Canada: l’Iran: “Siamo preoccupati delle violazioni dei diritti umani, in particolare per lo sfruttamento sessuale dei bambini.” La Cina: “Ci angoscia la discriminazione razziale”; Cuba: “Razzismo e xenofobia”; l’Egitto: “La discriminazione razziale nel lavoro”, ed ecco il Nord Corea: “Il diritto alla riunione pacifica e libertà di espressione”. Ma che c’è di strano che all’ONU ci si esprima così se ogni Paese democratico, compreso il nostro, ha l’abitudine a opinioni diffuse di ammirazione per Paesi dai regimi liberticidi e violenti?[...]
Risposta a un articolo che denuncia la scelta di Israele di sottoporre le persone molto sospette che entrano nel Paese dall'aeroporto Ben Gurion alla richiesta di mostrare la loro email
La maggiore scuola del terrore è il web, il fiore più carnoso della grande serra della democrazia. Dzhokhar Tsarnaev, diciannovenne, il sopravvissuto fra i due fratelli terroristi della maratona, arrivò come rifugiato a Cambridge, presso Boston, dieci anni fa. Dunque quel ragazzino di etnia cecena e di religione musulmana non aveva allora più di nove anni. Che fosse un fanatico terrorista nazionalista-islamista indottrinato dai colori e gli odori della sua terra oppressa dalla Russia, è davvero quasi impossibile immaginarlo. Forse suo fratello Tamerlan, che peraltro ci ha trascorso sei mesi (forse di training bellico) un anno fa e che ha concluso la sua vita di assassino della maratona a 26 anni solo tre giorni fa, aveva impugnato la sua definitiva bandiera di guerra fra i suoi. Forse là aveva scelto di diventare uno shahid. Ma la patria dell’indottrinamento dei due giovani non è, probabilmente, la Cecenia.[...]
Il ricercato negli Usa con una borsa di studio, naturalizzato l'11 settembre 2012. E lui metteva on line video fondamentalisti
“Un’auto trasporta un Ceceno, un Daghestano, un Inguscio. Chi guida? La polizia” . Non c’è niente da ridere su quello che è successo ieri a Boston, sull’identificazione dei due terroristi autori dell’attacco della maratona, la morte violenta del più grande, l’assedio di Boston, l’ulteriore spargimento di sangue, ma questa è una battuta postata dal ragazzo che ha compiuto insieme al fratello maggiore la strage, Dzhokhar Tsarnaev, sulla sua pagina del social network in russo VK. C’è la sua “visione del mondo: “L’Islam” ma anche la sua “priorità ”: “carriera e danaro”. Vi si trova il link con le foto dei combattenti della guerra in Siria contro Bashar Assad, e il link con una pagina web che dice “Non c’è altro Dio fuori di Allah, che questa voce suoni alta nei nostri cuori”.[...]
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin
Il giorno del sessantacinquesimo anniversario della nascita dello Stato d’Israele su Eilat, località balneare sul Mar Rosso, due missili Grad sono piovuti dal Sinai egiziano facendo tornare la paura in città e soprattutto riaccendendo l’allarme in una zona sensibile: a ridosso del confine con l’Egitto, lo Stato che “dovrebbe” vigilare su questa zona ritenuta il Tallone d’Achille d’Israele, e durante la puntata Nirenstein ci spiega il motivo di questa definizione.[...]
A una novantina di km da Haifa è cominciata sabato una rivoluzione destinata a fare onde altissime. Sotto il livello del mare, in un tubo del diametro di 45 centimetri e lungo 150 chilometri, scorre verso il porto israeliano di Ashdod, a partire da una piattaforma alta 290 metri del peso di 34mila tonnellate, dopo una fatica di 4 anni, una quantità enorme di gas naturale che modificherà tutti gli attuali equilibri energetici.[...]
Cari amici, prima di tutto lasciate che ringrazi con sinceritĂ il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera, il Ministro degli esteri che ci hanno inviato messaggi e il sottosegretario Gianni Letta che ci ha onorato di un particolare saluto a questo nostro lavoro. Vorrei ringraziare anche tutti voi che siete intervenuti, e con molto affetto il Vicepresidente della Camera Antonio Leone che ci ospita nella Sala della Lupa, i presidenti della Commissione affari esteri e della Commissione affari costituzionali, i componenti del Comitato di indagine formato dalle due commissioni e il suo direttivo, tutti i ministri, i testimoni, gli esperti che hanno partecipato alle audizioni, gli uffici, specie quello della terza Commissione, che con dedizione e competenza ci hanno aiutato a completare degnamente il lavoro con la redazione del documento conclusivo.[...]
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin
Cosa ha lasciato la visita di Obama in Israele? La puntata di questa settimana inizia proprio rispondendo a questa domanda che ci fa scoprire quali sviluppi ha portato il recente viaggio del presidente americano in Israele, nei Territori e in Giordania. Dunque, del processo di pace -ancora in fieri- tra Gerusalemme ed Ankara, del rapporto tra Israele sia con la Palestina di Abu Mazen che con quella di Hamas e della situazione giordana dove la parte moderata del regno hashemita è tenuta sotto scacco dalla fratellanza musulmana.[...]