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Il Giornale, 10 febbraio 2016

Hamas e Fatah da domenica scorsa, con quale sponsor se non con l'aiuto del Qatar che è da sempre il protettore di tutte le tendenze più estreme del mondo arabo, cercano di nuovo l'unità in colloqui che si tengono a Doha. Un'unità in cui ci si deve accordare sui finanziamenti, sulla leadership, sugli organismi burocratici, ma che pur esprimendosi in tanti modi diversi, alla fine porta il segno del terrorismo e dell'odio anti-israeliano. E' di queste ore la notizia che Hamas accoglie i terroristi di Isis a casa sua a Gaza per sottoporli, nei suoi ospedali, alle cure mediche di cui necessitano. I guerrieri più feroci del mondo vengono introdotti nella Striscia in cambio di denaro, di armi, di beni vari, provengono naturalmente dal Sinai attraverso i tunnel costruiti da Hamas lungo il suo confine, e vengono condotti poi all'ospedale Nasser nella città di Khan Yunis. La notizia l'ha data, sulla base di fonti arabe, il generale israeliano Yoav Mordechai, capo del Coordinamento governativo dell' unità dei Territori.[...]
Cari amici,

cliccando qui potrete rivedere la presentazione del libro "Il Califfo e l'Ayatollah", edito Mondadori, avvenuta a Firenze presso la Fondazione Giovanni Spadolini.
Mediorientale
venerdì 5 febbraio 2016 -  commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" condotta da Massimo Bordin.
Il Giornale, 04 febbraio 2016

Ha il volto bello la diciannovenne guardia della polizia di frontiera Hadar Cohen, uccisa nel primo pomeriggio di ieri dai terroristi palestinesi, il nuovo gradino compiuto ieri dal terrore anti-israeliano: Hadar, che solo da due mesi era in servizio, insieme a una collega ventenne anch'essa ferita gravemente sorvegliava la Porta di Damasco della Città Vecchia a Gerusalemme. La giovanissima guardia, solo da due mesi in servizio, insieme alla sua college ha fermato col suo corpo una strage programmata da tre giovani palestinesi. Ahmed Zaharneh, Mohammed Kmail e Najeh Abu Al Rub sono riusciti ad arrivare nel centro della capitale con le armi automatiche, i coltelli e sembra anche con l'esplosivo di due congegni ritrovati pronti ad essere detonati.[...]
Il Giornale, 30 gennaio 2016

Quando Ban Ki-moon giustifica il terrorismo palestinese parlando di frustrazione, di un'attesa troppo lunga di uno Stato indipendente, si intuisce che nessuno nel suo staff glie l'ha cantata abbastanza chiara sulle motivazioni dei terroristi. Cantata, sì, in senso proprio: e i titoli della canzoni sono parecchi e suggestivi. Per esempio: "Gli amanti del pugnale", che è la "hit" più forte. Ma poi ci sono anche: "Pugnala il sionista"; "Riempi la bottiglia di fuoco" (bottiglia molotov, si direbbe); "In alto l'arma"… La prima di queste canzoni palestinesi ha fatto cinque milioni su YouTube, la canta il gruppo Al Gorbaa. Nel video la madre del "martire" Mohammed Ali al Liqdad, che ha pugnalato tre persone a dicembre alla Porta di Damasco della Città Vecchia a Gerusalemme prima di venire ucciso dalle forze dell'ordine, canta le parole della canzone popolare in testa al funerale.[...]
Mediorientale
venerdì 29 gennaio 2016 -  commenti
Cari amici,

cliccando qui
potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" condotta da Massimo Bordin.
Il Giornale, 27 gennaio 2016

"Giorno della memoria" è un'espressione impossibile per i più perché "ci hanno tirato via da sotto i letti, da dentro gli armadi, imprecavano: "Il treno aspetta, dritti all'inferno, alla piazza di carico, all'Umschlag, alla morte". “Dalle camere tutti ci hanno estratto e hanno frugato in cerca dell'ultimo vestito nell'armadio, dell'ultima minestra. dell'ultima pagnotta". Quale memoria può sopportare una scena simile? Eppure così racconta Itzak Katzenelson, in poesia, il momento della deportazione, e non è che l'inizio; nel viaggio avviene una prima decimazione in cui i bambini muoiono in braccio alle madri, e i padri, racconta, tenendo in braccio i figli; poi, Katzenelson subisce come milioni, la fine della moglie e dei suoi due bambini, lo sterminio di un popolo enorme, "i bambini mentre venivano ammazzati alzavano le braccia verso di voi". Chi può vivere questo Giorno della memoria? Chi è capace davvero dei politici, dei religiosi, degli intellettuali che piegano la testa e depongono corone in questo giorno, può solo pensare quello che è successo al Popolo Ebraico in quegli anni? Il tentativo di porre un rimedio, o almeno una toppa sulla vicenda che solo 70 fa ha frastagliato la vita europea ha visto molte fasi, dall'incredulità al pentimento, ha chiamato in causa istituzioni, scuole, corsi, cerimonie, viaggi ad Auschwitz. Ci sono state gentilezza, sorrisi, scuse, moltissime promesse, tutti intitolati "mai più". Ma, evidentemente le cose non hanno funzionato.[...]
La fine delle sanzioni sull'Iran
venerdì 22 gennaio 2016 -  commenti
Grazia, 22 gennaio 2016

L'Iran, sollevato dalle sanzioni internazionali che lo punivano per il suo spaventevole programma nucleare, sempre negato, evidentemente in costruzione, volto contro l'Occidente dal regime islamista degli ayatollah, può adesso arricchirsi e espandere i suoi rapporti internazionali. Buone notizie? Insomma...[...]
Il Giornale, 18 gennaio 2016

E' stato un giorno importante ieri al Portico di Ottavia: il mondo sa un pò meglio adesso che deve seguitare a cercare la pace, l'accordo e la convivenza nonostante la tabe del terrorismo che insanguina il mondo e perseguita gli ebrei, i cristiani e anche i musulmani stessi. Consapevoli della severità del compito, il Papa e il rabbino Di Segni hanno cercato di tracciare la strada di una sempre più duratura e stabile amicizia tenendo conto del terremoto che investe il mondo.[...]
Ospite della puntata TG2 Punto di Vista
giovedì 14 gennaio 2016 -  commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete rivedere la puntata TG2 Punto di Vista (Rai2) dove insieme a me è intervenuto Alberto Negri (Il Sole 24 Ore) per analizzare alcuni recenti episodi legati al terrorismo di matrice islamica.
Mediorientale
martedì 12 gennaio 2016 -  commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" condotta da Massimo Bordin.
Il Giornale, 10 gennaio 2016

Nel suo famosissimo libro intitolato "What went wrong" (Che cosa è andato storto) il maggiore storico del Medio Oriente, Bernard Lewis, scrive "..il maggior colpevole (del mancato sviluppo) sta nell'aver relegato la donna in posizione di inferiorità, ciò che priva il mondo islamico dei talenti e delle energie di metà del suo popolo e condanna l'altra metà a essere allevata da madri illetterate e oppresse. Da qui nasce una popolazione arrogante o sottomessa e non adatta a una società libera e aperta". Cioè: la questione delle donne è quella dell'Islam stesso. Senza affrontarla non riuscirà mai a produrre uno sviluppo sociale pari ai bisogni della sua immensa popolazione.[...]
Cliccando qui potrete riascolatre la puntata de "Il bianco e il nero" (Rai Radio Uno) dove insieme a Fiamma Nirenstein e Nicole Pedde (Direttore IGS) è stato analizzato il recente scontro tra  Arabia Saudita e Iran dopo la decapitazione dell'imam sciita Nimr al Nimr avvenuta a Riad il 1' gennaio.
Lo scontro tra sunniti e sciiti
mercoledì 6 gennaio 2016 -  commenti
Il Giornale, 06 gennaio 2016

Secondo Amnesty International, l'Iran solo nei primi sei mesi del 2015 ha eseguito le condanne a morte di 700 persone circa, circa tre esecuzioni al giorno, e circa 700 è il numero delle persone che, invece, in un anno, sono state messe a morte in Arabia Saudita. No, nessuno dei due dati rincuora, i numeri sono impressionanti. Ma non è banale metterli in luce in tempi in cui gli iraniani vengono sempre rappresentati con diplomatica grazia, e adesso che lo scontro sciita-sunnita è venuto alla luce drammaticamente quando i sauditi, provocatoriamente, hanno messo a morte il predicatore sciita attivista e forse terrorista Nimr al Nimr, e gli iraniani hanno reagito come tigri ferite.[...]
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