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L'amore Usa-Israele batte Obama
mercoledì 4 marzo 2015 -  commenti
Il Giornale, 04 marzo 2015

"Cari membri del Congresso e del Senato, ho un amore profondo per l'America e rispetto il presidente Obama, ma quell'accordo con l'Iran è un cattivo accordo. Se lo firmate sancite la distruzione del popolo ebraico e la rovina del mondo intero. E se questo avverrà e ci troveremo nella necessità di farlo, ci difenderemo da soli". Chiaro, semplice, contenuto in toni bassi per placare le polemiche che hanno disegnato il viaggio di Bibi Netanyahu a Washington come una sfida al Presidente americano Obama, pure il primo Ministro israeliano non ha perso l'occasione, e senza mai alzare la voce ma senza rinunciare a esser diretto e anche duro ha ottenuto 23 standing ovation. Perché l'America ama Israele, anche se Obama ha condotto la sua battaglia contro l'invito delle due Camere a parlare dell'Iran.[...]
Il Giornale, 28 febbraio 2015

Peccato e persino un po’ penoso che si votino le mozioni filopalestinesi proprio all'indomani della decisione di un tribunale americano di far pagare all'Autorità Palestinese, quella di Abu Mazen, quella che ha stretto un accordo per un governo di coalizione con Hamas, quella che non passa giorno senza un messaggio di odio per gli ebrei e di lode per i terroristi e che li mantiene in carcere. Peccato, perché, al contrario di quello che dicono tutte le mozioni presentate e discusse, si è arrivati al voto non per aiutare il processo di pace, che anzi così si blocca, ma per il fanatismo di un mondo di scatenati filopalestinesi che agiscono in base a slogan ripetuti cento volte da una macchina propagandistica potentissima, quella della lobby palestinese. In Italia e in Europa conta milioni di persone che vanno accontentate. La lobby filopalestinese è in realtà antisraeliana. Se uno dice antisemita, paga una multa; chi scrive ne sa qualcosa[...]
Il Giornale, 25 febbraio 2015

"Mia figlia aveva due anni quando suo padre fu ucciso da un attacco palestinese a Gerusalemme; non ha parlato fino a tre anni, quando all'improvviso ha detto: Qualcuno ha ucciso mio padre?". L'ha raccontato Karen Goldberg testimoniando al processo conclusosi due giorni or sono a New York. Come in un film, è finito con il riconoscimento dei veri colpevoli. Piangendo Karen ha ricordato che suo marito Scotty saltò per aria su un autobus durante la Seconda Intifada. Tante altre testimonianze hanno fatto rivivere quei giorni terribili fra il 2000 e il 2004, in cui gli ebrei venivano fatti a pezzi nei caffè, sugli autobus, nei supermarket soprattutto a Gerusalemme. Ne furono uccisi più di mille. Negli Stati Uniti, due giorni fa è stata fatta un po’ di giustizia per alcune vittime di origine americana che sono coperte da una legge antiterrorismo del 1992.[...]
E ora tutti (a Canossa) da Al Sisi
sabato 21 febbraio 2015 -  commenti
Il Giornale, 21 febbraio 2015

Tutti lo guardano ormai come un leader con una responsabilità mondiale. Anzi, si spera nella sua determinazione; con un sorriso un po’ scandalizzato e timido si capisce nel mondo, che anche il problema libico e anche una contrapposizione dell'Islam moderato all'Isis, dopo i tanti auguri di "buona soluzione pacifica", la solita, da parte dell'ONU, è di fatto soprattutto nelle sue mani, di Abdel Fattah al Sisi, generale e presidente dell'Egitto. La visita che il nostro Sottosegretario di Stato Marco Minniti ha fatto al presidente egiziano, con lettera o senza lettera di Renzi (lui nega di averne portate) dice in buona sostanza questo: l'Italia sa di avere un guaio urgente con la Libia e il terrorismo, seguiremo l'impostazione del tentativo diplomatico dell'ONU, ma abbiamo fiducia nella collaborazione con l'Egitto anche in una circostanza tanto delicata.[...]
Il Giornale, 19 febbraio 2015

"Israele continuerà ad essere fianco a fianco con l'Egitto nella sua battaglia con il terrorismo che minaccia tutti noi". Così ha detto ieri il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu. Primo ebreo dal tempo dei Faraoni a considerarsi in guerra contro nemici comuni insieme all'Egitto. Fianco a fianco, i due antichi nemici di tutte le guerre dal 1948, i dubitosi amici della pace del 1979, i nervosi vicini divisi da una striscia di deserto in cui gli oleodotti saltano e le milizie terroriste impazzano. Fianco a fianco: è di più della pace del 1979, che pure travolse di emozioni e di speranze tutto il mondo. "Non più guerre, non più sangue, non più minacce" disse Menachem Begin nel suo appello al popolo egiziano, trasmesso due giorni dopo l'inaspettata dichiarazione del presidente Sadat in cui annunciava la volontà di andare alla Knesset. Sadat disse al presidente Ezer Weitzman "Io sono un uomo di parola, non più guerre".[...]
Un nuovo nazismo contro Gerusalemme
mercoledì 18 febbraio 2015 -  commenti
Il Giornale, 18 febbraio 2015

Prima di tutto, cos'è davvero l'antisemitismo assassino che percorre l'Europa?sì, sotto i tizzoni spenti resta la cenere calda del vecchio antisemitismo europeo, ma un fenomeno nuovo ha scatenato il disastro e svegliato gli zombie. Si tratta della capillare diffusione di un antisemitismo islamista (no, non sono semiti anche gli arabi, "semita" è un aggettivo puramente linguistico, non razziale) che ha soprattutto, sulla scorta di Haj Amin al Husseini e poi di Arafat, criminalizzato alla maniera nazista gli ebrei che osarono fondare Israele. Così Israele è diventato, a causa di un serie di bugie ben orchestrate, uno Stato di apartheid (pazzesco, basta passeggiare in un mall), uno Stato genocida (i palestinesi sono triplicati), uno Stato che cerca i bambini per ucciderli nel sonno e i giovani per rubargli gli organi (su "Aftonbladet", giornale svedese), un Paese in cui gli ebrei sono stati solo da turisti o da occupanti.[...]
Il Giornale, 16 febbraio 2015

Prima, il terrorista islamico spara ai simboli della libertà dell'Occidente, poi agli ebrei, simbolo di tutto il male. Così a Parigi, così a Copenhagen, e il piano riguarda tutta la mappa del futuro Stato islamico, il mondo. E' un pattern garantito, ammazzare gli infedeli per preparare l'avvento del futuro califfato. Così, in tutta Europa si ammazzano gli ebrei, il numero degli attacchi antisemiti è cresciuto del 436 per cento nei primi sei mesi del 2014, e ora corre verso altri picchi. Un rabbino di Copenhagen ha consigliato agli ebrei di non uscire di casa: stiano ben chiusi. Un deputato francese ebreo Meir Habib ha ricevuto un video che mostra una decapitazione.[...]
Il Giornale, 14 febbraio 2015

Ne hanno dette di tutte: che Benjamin Netanyau odia il Premio Israele perché suo padre, il famoso storico Ben Tzion Netanyahu non l'ha mai ricevuto; che ha voluto evitare che questa volta il premio letterario andasse al candidato David Grossman, scrittore famoso, suo nemico dichiarato, amico della causa palestinese; e di più, che ha tentato di uccidere la cultura, con la C maiuscola. Impedendo la libertà di pensiero; che ha politicizzato un premio purissimo, il più importante del Paese.... Diciamo subito che di fronte a tanta sapienza in armi Bibi si è ritirato ieri dall'agone, accettando il consiglio dell'Avvocato dello Stato di rimandare ogni intervento.[...]
Mediorientale
giovedì 12 febbraio 2015 -  commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



Molte le notizie di cui si è discusso durante della puntata settimanale de Il Medio Oriente visto di Gerusalemme di questa settimana: la campagna elettorale in Israele in vista delle vicine elezioni; la questione del nucleare iraniano; la minaccia degli Hezbollah dalle alture del Golan, l'incandescente situazione in Yemen sull'orlo di una guera civile; le politiche anti-israeliane dell'UE.
Obama pronto a reinvadere l'Iraq
giovedì 12 febbraio 2015 -  commenti
Il Giornale, 12 febbraio 2015

Qui si esagera coi paradossi. Obama, premio Nobel per la pace, il presidente che ha scelto per la sua seconda elezione la carta del ritiro dall'Iraq, adesso va al Congresso per chiedere “poteri di guerra" per combattere l'Isis. E' il primo voto di guerra del congresso da 13 anni, quando nel 2002, dopo l'11 di settembre, fu consegnata questa chiave nella mani di George W.Bush. Obama vuole rispondere all'orrore dell'opinione pubblica per l'esecuzione dell'americana 26enne Kayla Mueller e cerca un ruolo primario nella riconquista di Mosul e di Kirkuk, fiori all'occhiello del Califfato, simbolo del pernicioso svanire degli americani che anche Obama comincia a vedere come una fuga sbagliata, l'origine del fiume di sangue: a Mosul in questi giorni ferve la battaglia fra Isis e esercito iracheno, e gli interventi aerei della coalizione non appaiono sufficienti a battere l'Isis.[...]
Il Giornale, 05 febbraio 2015

Si balbetta, ci si arrovella, l'anima rifiuta il dolore profondo. Ma no, non è possibile, è solo un film storico quello che vediamo, non la realtà. L'Isis fa di tutto per confermare questa sensazione, fornendoci la cronaca con leziosi primi piani sul volto disperato del condannato, lunghi stacchi su imperterriti armati, boia circonfusi di jihadismo che accendono come a una festa il fuoco che arderà l'infedele. I mostri sono scesi dallo schermo, il Medio Evo è tornato da noi: per la gloria di Dio.[...]
Mediorientale
martedì 3 febbraio 2015 -  commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin




La situazione della politica interna israeliana a pochi mesi dal voto; il ritorno dell'ambasciatore giordano in Israele; la lotta del governo egiziano contro l'Isis, contro Hamas e contro altre organizzazioni terroristiche: le reazioni del movimento terrorista palestinese e l'asse tra Gaza e l'Iran da poco scontratosi contro Israele, insieme ad Hezbollah, sulle alture del Golan; questi i principali argomenti della puntata settimanale de Il Medio Oriente visto da Gerusalemme per concludere con interessanti notizie che ci portano in Arabia Saudita.
Il Giornale, 02 febbraio 2015

Ci vuole una grande lite nella famiglia araba perché si gridino delle verità impronunciabili: nessuno, nel mondo musulmano aveva mai osato legare il nome di Hamas, insieme a quello della Fratellanza Musulmana, a quello dell'Isis e di Al Qaeda. Ma Abdel Fattah al Sisi, dopo l'ennesimo attentato ha svelato come vede le cose: l'Egitto, ha detto accigliato alla tv, è l'oggetto delle mire di tutto il terrorismo internazionale capitanato dalla Fratellanza Musulmana, e del disegno di dominarlo fanno parte anche Al Qaeda, l'Isis con la sua dependance egiziana, Ansar Bayt al Maqdis, e, novità, Hamas.[...]
Shalom, febbraio 2015

“Lo Stato di Israele è democratico, basato sulle fondamenta della libertà, della giustizia e della pace nella visione dei profeti di Israele e sostiene i diritti individuali di tutti i suoi cittadini secondo la legge”. Questo è l’inizio della proposta di legge che dovrebbe alla fine riconoscere Israele come lo Stato nazione del popolo ebraico. Non sembra minacciosa verso la democrazia come invece si sono affrettati a gridare i commentatori che non l’hanno nemmeno letta. E’ veramente notevole quante critiche e malumori abbia sollevato il fatto che il Parlamento israeliano abbia discusso il disegno che stabilirà, una volta approvato, che Israele è lo Stato nazionale del Popolo ebraico. Una verità auto-evidente, e che non sottrae nessun diritto alle minoranze, come non sottrae questo diritto il fatto che gli Stati Uniti siano la nazione del popolo americano. Cos’è che dà tanta noia all’opinione pubblica internazionale, che cosa spinge a credere che un fondamento legislativo di questo tipo possa trasformarsi in razzismo e in discriminazione? Non è l’Italia lo Stato del popolo italiano? Ciascuna nazione, non è la nazione del popolo che risiede con motivazioni storiche, culturali e, perbacco, talora persino religiose all’interno dei suoi confini, senza che questo significhi deturpare i diritti delle minoranze al suo interno? Perché immediatamente si è sospettato il governo israeliano, che così tanti amano odiare, di volere brandire una mannaia nei confronti delle religioni non ebraiche e verso le altre etnie? Dove si trova la traccia che questo possa accadere?[...]
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